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astronomia


Il Maiale

Aceto Balsamico
Tradizionale
di Modena

Il Lambrusco
Grasparossa
di Castelvetro

La Ciliegia
di Vignola

Il Parmigiano
Reggiano
PARMIGIANO-REGGIANO

I Tortellini

Gnocco fritto,
Tigelle e Borlenghi

Il Nocino
di Modena

La Torta Barozzi

 

Come in tutta l'Emilia Romagna, anche la cucina modenese è caratterizzata da una varietà invidiabile di prodotti tipici locali ricchi di sapore e di storia.
A partire dall'animale che più di tutti viene sfruttato in questi territori cioè il maiale. Ecco allora che uno tra i primi prodotti da evidenziare è il prosciutto crudo di Modena, le cui origini risalgono addirittura all'età del bronzo, anche se le prime testimonianze risalgono a quando i Celti introdussero la tecnica di conservazione della carne attraverso la salatura. Il prosciutto crudo di Modena, è caratterizzato da un sapore sapido ma non salato e da un'aroma dolce ma intenso... Altro prodotto di estrema importanza nella cultura gastronomica modenese è il rinomato Aceto Balsamico Tradizionale di Modena ottenuto dalla fermentazione del mosto d'uva cotto, mosto d'uva derivante dai vitigni tradizionalmente coltivati nella provincia di Modena e principalmente dal Trebbiano...

tratto da "Cucina e Ricette di Modena"

La cucina modenese è una cucina strettamente legata al maiale, e lo dimostrano i suoi piatti. Ciò è stato determinato dal fatto che questa pianura padana, nella notte dei tempi, era coperta da  grandi boschi di querce, da cui cadevano le ghiande, che erano il cibo dei maiali, per cui allevarli era facile ed economico.  I modenesi hanno sempre convissuto con i maiali, e quindi la cucina tipica è diventata, inevitabilmente, una cucina a base di carne di maiale, per cui abbiamo i tortellini con il ripieno a base di carne di maiale, abbiamo lo zampone, abbiamo il cotechino, abbiamo tutta una serie di prodotti che derivano dal maiale. Lo zampone addirittura si dice che sia nato a Mirandola, una cittadina della bassa modenese, in occasione di un assedio nel 1511, quando le truppe del Papa Giulio II diedero l’assedio a Mirandola, i mirandolesi si videro persi e per non lasciare in mano al nemico tutti questi maiali, li uccisero. Poi l’assedio andò per le lunghe e qualcuno pensò: “Adesso cosa ne facciamo di tutta questa carne?”, visto che a quei tempi non c’erano i sistemi di conservazione che abbiamo oggi, basta pensare che il sistema di refrigerazione, il frigorifero, è nato nella seconda metà dell’800, qualcuno pensò allora di insaccare questa carne di maiale dentro la stessa guaina delle zampe anteriori del maiale, speziandola, mettendo quindi del sale, pepe e della altre spezie per conservarla e così, dice la leggenda, sarebbe nato lo zampone.

tratto da "www.spaghettitaliani.com", portale della gastronomia italiana

...I prodotti derivanti dalla trasformazione della carne di maiale, parliamo soprattutto di salumi, vengono accompagnati dalle crescentine, o tigelle, nome che un tempo veniva utilizzato per definire i dischi di argilla e materiale refrattario tra i quali veniva messo l’impasto di farina.
Si tratta, infatti, di un tipo di focacce prodotte con farina di grano, acqua, latte con aggiunta di un prodotto lievitante, perlopiù bicarbonato o lievito per il pane, e cotte al fuoco del camino.
Le crescentine non sono da confondere, invece, con la crescenta che è quel prodotto che in altre province emiliane viene definita gnocco fritto o torta fritta.
Si tratta di un impasto di farina, latte e strutto, tirato fino ad uno spessore di circa 3mm e tagliato a losanghe che vengono, quindi, fritte nello strutto fino a che si gonfino creando una bolla d'aria al loro interno. I salumi vengono accompagnati anche dal borlengo, una crepes molto sottile e croccante ottenuta da un impasto liquido di farina, acqua e sale, di origini risalenti addirittura nel Neolitico.

tratto da "Cucina e Ricette di Modena"

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