Le crescente o crescentine sono un tipo di pane caratteristico dell'appennino
modenese, ormai noto con il nome di tigelle. Infatti i dischi di terracotta in
cui originariamente erano cotte le crescenti sono chiamati tigelle e per questo
motivo oggi, nelle zone di pianura e nel resto d'Italia, ci si riferisce alle
crescentine con il sempre più diffuso appellativo metonimico di tigelle,
nonostante - secondo i puristi - l'unico nome corretto rimane crescentina perché
quello originario ed etimologicamente esatto.
Lo gnocco fritto, è un altro tipico prodotto alimentare tipico il cui nome varia da un'area all'altra. Per esempio in gran parte della provincia di Bologna viene chiamato crescentina, nella provincia di Parma torta fritta e nella provincia di Ferrara viene chiamato pinzino. Si tratta di un impasto di farina di frumento, sale, strutto e lievito. Dopo la lievitazione, la pasta viene ridotta in una sfoglia alta pochi millimetri e tagliata in rombi che vengono fritti secondo la tradizione in abbondante strutto bollente.La pasta fritta (normalmente circa un minuto per lato) si gonfia formando una "pancia".
Il borlengo è una specie di crêpe molto sottile e croccante preparata a partire da un impasto liquido estremamente semplice (è un tipico cibo povero), a base di acqua, farina e sale: questo impasto è detto colla. Il ripieno tradizionale, detto cunza, consiste in un battuto di lardo, aglio e rosmarino, oltre ad una spolverata di Parmigiano Reggiano. Il borlengo si serve molto caldo e ripiegato in quattro parti. Molti paesi della zona di produzione rivendicano la paternità di questo alimento, la cui origine è decisamente antica: i primi documenti certi risalgono al 1266, ma c'è chi ne situa la data di nascita addirittura nel Neolitico. A Zocca (MO) ha sede il museo del Borlengo, e ha sede la compagnia della cunza, associazione per la cultura e la conservazione della tradizione del Borlengo tipico. A Guiglia, a maggio nel secondo e terzo fine settimana, si tiene la Sagra del Borlengo.
Lo gnocco fritto, è un altro tipico prodotto alimentare tipico il cui nome varia da un'area all'altra. Per esempio in gran parte della provincia di Bologna viene chiamato crescentina, nella provincia di Parma torta fritta e nella provincia di Ferrara viene chiamato pinzino. Si tratta di un impasto di farina di frumento, sale, strutto e lievito. Dopo la lievitazione, la pasta viene ridotta in una sfoglia alta pochi millimetri e tagliata in rombi che vengono fritti secondo la tradizione in abbondante strutto bollente.La pasta fritta (normalmente circa un minuto per lato) si gonfia formando una "pancia".
Il borlengo è una specie di crêpe molto sottile e croccante preparata a partire da un impasto liquido estremamente semplice (è un tipico cibo povero), a base di acqua, farina e sale: questo impasto è detto colla. Il ripieno tradizionale, detto cunza, consiste in un battuto di lardo, aglio e rosmarino, oltre ad una spolverata di Parmigiano Reggiano. Il borlengo si serve molto caldo e ripiegato in quattro parti. Molti paesi della zona di produzione rivendicano la paternità di questo alimento, la cui origine è decisamente antica: i primi documenti certi risalgono al 1266, ma c'è chi ne situa la data di nascita addirittura nel Neolitico. A Zocca (MO) ha sede il museo del Borlengo, e ha sede la compagnia della cunza, associazione per la cultura e la conservazione della tradizione del Borlengo tipico. A Guiglia, a maggio nel secondo e terzo fine settimana, si tiene la Sagra del Borlengo.



