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Castelvetro

 

Il territorio del Comune di Castelvetro, con le sue dolci e ridenti colline, è stato abitato fin dall’antichità, preferito alle inospitali e malsane pianure situate più a nord come alle insidiose e più alte montagne dell’Appennino.
Le testimonianze più interessanti riguardano i reperti etruschi, rinvenuti, intorno alla metà dell’Ottocento, nelle Necropoli della Galassina e della Nosadella, ora conservati, in gran parte, nel Museo Archeologico di Modena. Alla dominazione etrusca seguì quella dei Galli e dei Liguri Friniati, ai quali subentrarono i Romani.
La presenza dei Romani, a partire dal II sec. a.C. è testimoniata dai resti di ville, fattorie, fornaci, necropoli, sparse in tutto il territorio, dai ripostigli di monete e dagli stessi toponimi, primo fra tutti Castelvetro, derivato da “Castrum Vetus”, poi trasformato in “Castro Vetere”, come si legge in un documento del 988. Proprio questo nome ci dice che Castelvetro doveva essere un accampamento romano (castrum), la cui struttura ortogonale è ancor oggi, in parte, leggibile nella zona alta del paese, il Castello.
 

Gli studiosi di storia locale ritengono che già nell’VIII secolo Castelvetro dovesse essere un castello e che, comunque, agli inizi del secolo IX fosse già una corte vasta e di una certa importanza.
A partire dal 1330 il territorio diventa feudo dei Rangoni e Castelvetro suo capoluogo.
Nel periodo rinascimentale, con l’estensione e il rafforzamento dei domini di casa Rangone, Castelvetro aumenta la sua importanza.
Tragici eventi caratterizzano i primi anni del Cinquecento, in particolare, terremoti, - primo fra tutti e più terribile quello del 1501, che interessò tutto il territorio di Modena e provocò danni ingenti – ed epidemie.
Nei secoli seguenti, fino alla fine del dominio dei Marchesi Rangoni, che coincise con l’occupazione francese del 1796, si andò consolidando la funzione rappresentativa e il carattere di “soggiorno gaio e gradito” del centro storico di Castelvetro, dove furono ospitati personaggi illustri come Carlo Sigonio e, soprattutto, Torquato Tasso (1564).
Finita la dominazione francese in Italia, nel 1815 gli Estensi, Signori di Modena e Reggio, cui faceva capo anche il feudo Rangoni, ripreso possesso del loro Ducato, aggregarono Castelvetro a Vignola. Questa situazione rimase invariata fino al 1859, quando, dopo la cacciata degli Estensi e il successivo plebiscito, le terre, che erano appartenute alla casa d’Este, furono annesse al Regno d’Italia e Castelvetro riebbe la propria autonomia comunale.
 

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