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Presentazione del progetto > La tenuta Misley

 

Villabianca, 1678


La tenuta è di proprietà della famiglia Misley fin dalla prima metà del ‘600 ed è stata abitata nei suoi diversi edifici rurali da numerose famiglie contadine che nei secoli hanno saputo trarre buon sostentamento dalla fertilità delle sue terre.

La famiglia Misley originaria di Campiglio ha la sua residenza storica nella vicina località di Forbara nel territorio della Pieve romanica di Denzano.  Il ceppo originario viene fatto risalire ad un nucleo di cattolici immigrati dall’Inghilterra dopo l’Act of Supremacy di Enrico VIII (1527). La storia della famiglia si è quindi strettamente legata a quella modenese sia per la perdurante residenza nella zona che per l’impegno sociale e politico di numerosi suoi componenti. La tenuta giunge infine in eredità ad Olga Misley alla morte del padre Ing. Renzo nel 1993 quando i terreni erano ancora condotti da storiche famiglie mezzadrili divenute affittuarie. Presa in mano direttamente la conduzione dell’azienda agricola Olga Misley realizza nel 1999 un primo importante intervento di valorizzazione ambientale mediante una forestazione di oltre 6 ettari a tutela del crinale e dell’ampliamento del polmone verde  attorno ai fabbricati rurali della tenuta.

I terreni coltivabili vengono fatti oggetto di una profonda opera di risistemazione fondiaria con ampie opere di ruspatura e di sistemazione idrogeologica e con la tracciatura di una nuova carrabile aziendale che ora attraversa la tenuta nella sua lunghezza. Il lago che chiude la tenuta a nord est è stato bonificato e reso più facilmente raggiungibile.

In linea con quanto già fatto, l’attuale proprietà intende oggi dare nuovo valore e sviluppo alla zona secondo un  progetto immobiliare che nasce non solo da valutazioni economiche e finanziarie ma anche dai legami affettivi e storici che la legano al territorio.

Le Cospirazioni del 1831Enrico Misley

Uno dei più illustri personaggi della famiglia fu l’eroe risorgimentale Enrico Misley (Modena 1801- Barcellona 1863) grande patriota e mente ideatrice insieme a Ciro Menotti, dei Moti carbonari accaduti a Modena nel 1830/31. Enrico Misley “fu il primo a pensare di poter realizzare il desiderio dei poeti e a concepire un piano politico per ottenere l’indipendenza e l’unità d’Italia…… Il Misley si può considerare il precursore, l’apostolo ed il profeta dell’indipendenza e dell’unità d’Italia ” (così Henri De Latorre, A la libertè, Parigi 1908,).

Dopo la rivoluzione francese del luglio 1830 che aveva determinato la fine del regno di Carlo X e, su proposta del Parlamento, l’ascesa al trono di Luigi Filippo D’Orleans, sulla Francia si indirizzarono le speranze dei liberali europei. In Francia si era costituita una Lega cosmopolita di cui faceva parte il Comitato per l’emancipazione italiana centro politico delle strategie rivoluzionarie.

L’avvocato Enrico Misley partecipò sulle barricate al luglio francese e promosse all’interno della Lega la causa italiana mantenendo contatti con gli esuli francesi ed inglesi e con il Duca di Modena Francesco IV che inizialmente parve garantire al pari della Francia il non intervento in caso di insurrezione. Negli ultimi giorni del gennaio 1831 il Comitato cosmopolita di Parigi diramava le istruzioni per l'insurrezione che doveva scoppiare contemporaneamente, a Bologna, a Modena e a Parma.

Enrico Misley (Collezione Misley)

Il Misley scriveva al Menotti:

"Nella Corsica stanno per essere sbarcati circa cinquanta-sessantamila fucili e la legione italiana. Due navi da guerra francesi sono dirette nelle acque di Livorno dove sbarcherà il Comitato direttore della italiana rivoluzione..” Ma i preparativi a lungo studiati furono inutili e nella notte del 3 febbraio 1831 la rivolta capeggiata da Ciro Menotti fu  stroncata sul nascere dalle truppe del Duca. Dopo sarà la volta della Giovine Italia di  Giuseppe Mazzini.

La bibliografia sull’argomento è  ricchissima e contempla anche tutti i testi scolastici. In considerazione dell’importanza storica del personaggio, il comune di Modena lo ha celebrato intitolando al Misley una via centrale della città, traversa di Corso Ciro Menotti.

Per giungere a tempi più moderni diversi membri della famiglia hanno proseguito l’impegno politico e sono stati sindaci del Comune di Marano sul Panaro dedicandosi con passione e rettitudine all’amministrazione della cosa pubblica. Da Pio Misley uno dei primi sindaci dopo l’unità d’Italia, a Silvio Misley sindaco dal 1887 al 1889 ad Antonio Misley  nel 1936.

 
 
 


Immagini tratte dai documenti
amministrativi e iconografici
della collezione Misley

 

 



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